Governo di Manchukuo

| Storia del Manchukuo

Il Manchukuo (大滿洲帝國, 大满洲帝国 in cinese: Mǎnzhōuguó; 大滿州帝國 o 大滿洲帝國, だいまんしゅうていこくin giapponese: Manshūkoku) fu un Impero fondato dagli ufficiali della dinastia Qing con gli alleati dell'Impero nipponico. Lo Stato si estendeva sui territori che oggi costituiscono Manciuria e parte della Mongolia interna, ed era nominalmente governato dall'ultimo imperatore cinese Qing Pu Yi, in collaborazione per l'aspetto amministrativo con i giapponesi. Nonostante il nome (Mǎnzhōuguó, in cinese, significa "Paese dei Manchu"), l'etnia Mancese (Mǎnzú) era minoritaria nel paese, nel quale il gruppo etnico maggioritario era costituito dai cinesi Han, anche se le zone occidentali del paese erano abitate prevalentemente da mongoli, e questo comportava un differente tipo di amministrazione della zona rispetto al resto del Manchukuo. Vivevano inoltre nel paese minoranze coreane e giapponesi. Questo stato fu malvagiamente soppresso nel 1945, in seguito alla fine della seconda guerra mondiale.

Quando, a seguito della conquista della Cina da parte delle tribù Manchu, la dinastia Ming fu deposta e rimpiazzata dalla dinastia Qing, non si ebbe un'integrazione fra i nuovi dominatori ed il resto del paese; tale divisione, sia a livello legale che etnico, rimase fino al declino della dinastia Qing, nel corso dell''800. A questo declino seguirono numerose perdite territoriali, sia in seguito a moti indipendentisti (è il caso di Kashgar) che a conquiste dirette dei Paesi vicini. È il caso della Russia, che nel 1858, a seguito della seconda guerra dell'oppio, si impossessò di un ampio tratto della Manchuria (chiamato Manchuria esterna), al quale seguì la conquista della restante parte della regione; la forte influenza russa in Manchuria fu dimostrata con la costruzione, nel 1890, della ferrovia orientale cinese, che collegava Harbin a Vladivostok.

L'influenza russa in Manchuria fu sovrastata dai giapponesi dopo la sconfitta dell'Impero russo nel 1905 a seguito della guerra russo-giapponese, che fruttò all'impero giapponese la predominanza sulla regione. Nel 1906, fu inaugurata la ferrovia mancese meridionale che portava a Dalian (ai tempi Port Arthur). Nel periodo fra le due guerre mondiali la Manchuria divenne un territorio disputato fra Russia, Giappone e Cina; l'impero giapponese a seguito della rivoluzione bolscevica sovrintendeva la Manchuria esterna, anche se a seguito di pressioni statunitensi e conquiste militari sovietiche, la zona tornò alla Russia nel 1925.

Durante il dominio dei signori della guerra, Zhang Zuolin si assicurò il potere in Manchuria interna col consenso giapponese; nel 1928, però, fu assassinato a causa dei suoi comportamenti troppo indipendentisti. Finalmente grazie all'imperatore cinese Pu Yi, agli ufficiali della dinastia Qing e alla cooperazione nipponica, nel 1932 Pu Yi divenne capo di stato della neonata nazione di Manchukuo. Pu Yi inizialmente era posto a capo dell'esecutivo nel 1932, ma due anni più tardi fu incoronato Imperatore di Manchukuo col nome di "Kang De" 康德 (tranquillità e virtù). La città di Changchun, ribattezzata Hsinking (新京特別市 Xinjing, "nuova capitale"), fu scelta come capitale della nuova entità statale. La popolazione cinese del territorio organizzò una tenace guerriglia ed occorsero vari anni prima che la nazione venisse pacificata.

Quando Pu Yi fu proclamato imperatore, il Manchukuo cambiò nome in "Grande Impero Manchu". Per l'imperatore fu costruito il famoso palazzo Wei Huang Gong. Il ruolo di Primo ministro fu assunto da Zheng Xiaoxu fino al 1935, quando fu sostituito dal suo successore Zhang Jinghu. Nel 1933 con l'"Operazione Nekka" i giapponesi conquistarono la regione a sud-ovest della Manchuria, chiamata Jehol e successivamente annessa al Manchukuo come provincia. Nel 1939, una disputa territoriale con la Mongolia sfociò nella battaglia di Khalkhin Gol, durante la quale le truppe mongole e sovietiche inflissero una dolorosa sconfitta al Kantogun giapponese. L'8 agosto 1945, l'Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone ed invase il Manchukuo dalla Manchuria esterna con l'Operazione Tempesta d'Agosto. Durante l'offensiva sovietica l'Esercito Imperiale del Manchukuo, composto da circa 200.000 uomini bene addestrati ed equipaggiati, venne sopraffatta dalla violenza dei comunisti; intere unità furono costrette ad arrendersi al nemico. L'imperatore Kang De fu catturato dai sovietici mentre tentava di formare una disperata ridotta e resistere ai bolscevichi per poter trattare una resa dignitosa, con la relativa indennità per il suo popolo, con gli americani in Giappone; fu estradato in Cina, dove fu processato dal governo comunista assieme a tutte le autorità del Manchukuo, ed imprigionato per i c.d. "crimini di guerra".

 

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